CONCERTI
Domani pomeriggio nell'Art Park di Egidio Marzona
a Villa di Verzegnis
Lettura classica e jazz degli stessi
spartiti
Verzegnis
L'Art
Park di Egidio Marzona,
a Villa di Verzegnis, ospiterà domani alle 17, nell'ambito
della mostra di arte contemporanea "cityloop"
aperta ieri a Pordenone, un concerto con il duo pianistico Alberto Crivellari e Gianni Della Libera dell'Accademia Musicale Naonis, il duo Mauro Colombis pianoforte
e Cristina Nadal voce e il trio jazz Massimo De
Mattia flauti, Ermes Maria Ghirardini percussioni,
Giovanni Maier contrabbasso. Saranno eseguite musiche
di Hauer, Hindemith, Schoenberg,
Satie e Walden. L'ingresso è libero.
"Parigi
è un enfant terrible. Crede sempre che gli si tiri
la lingua. Pesta i piedi e spacca i giocattoli che gli si danno. Ma Parade è un giocattolo che non si rompe. Lo posiamo uguale,
perfezionato, nella scarpa di Natale di Parigi". Così scriveva, Jean Cocteau, a proposito del celebre
balletto "realista" di Erik Satie che tanto doveva sconvolgere
il pubblico alla sua prima rappresentazione. "Parade", infatti,
a detta degli autori non voleva significare nulla e, a loro avviso, non sopportava
nessuna definizione: era invece semplice come un buongiorno e di una stupidità
bestiale. Nato dalla singolare collaborazione di Cocteau,
Satie, Picasso e Massine,
"Parade" aprì una nuova fase della storia del balletto e la sua
popolarità crebbe al punto da costringere il compositore a crearne una versione
per pianoforte a quattro mani. Proprio con quest'opera si aprirà il singolare
concerto di domani a Verzegnis, che vedrà impegnati
alcuni musicisti in un'operazione "alla Satie",
come verrebbe da dire. Dopo l'esecuzione di alcune
pagine nella loro destinazione originaria, le stesse saranno infatti ripeture da un ensemble di musicisti jazz che su questi temi
e situazioni sonore improvviseranno liberamente.
La
musica di Satie si presta molto a questo genere
di operazioni, più interessante sarà invece ascoltare come
quella di Schoenberg, proposto nei celebri Klavierstuecke op. 11, Paul Hindemith, con la Suite per pianoforte del 1922, e Mattias Hauer, con i suoi Lieder sui versi di Hoelderin, reagirà
a questo esperimento. L'occasione, singolare come dicevamo, permetterà di
ascoltare alcuni momenti della musica d'inizio secolo che, agendo secondo
prospettive diverse, portarono al dissolvimento delle
certezze maturate nel corso dell'ottocento. Ecco allora che Satie
irriverente nei confronti della tradizione e noto
per alcuni suoi atteggiamenti volutamente provocatori, e Schoenberg,
ideatore di un nuovo sistema di organizzazione di suoni, furono due tra i
rappresentanti maggiormente significativi del ricchissimo panorama della musica
del primo novecento.
Roberto
Calabretto, "Il Gazzettino", 22 maggio
2004