GIOVANI
TALENTI IN MOSTRA
Le proposte-provocazioni di “Cityloop” a Pordenone:
un percorso tra installazioni sonore e opere futuriste
Pordenone. Disorientare, stordire, sbalordire. Termini che vestono perfettamente le esposizioni d’arte contemporanea. Elementi che calzano con stile impeccabile la mostra Cityloop, louder this time a Villa Galvani fino al 30 giugno, organizzata da “La cifra”, l’associazione culturale “Ubik art”, il Comune, e curata dalla gallerista Sonia Rosso che si divide tra Pordenone e Torino a caccia di talenti da lanciare nel convulso panorama artistico contemporaneo.
Sono stati invitati performer emergenti e artisti storicizzati accomunati dall’interesse di rappresentare il suono, il ritmo, il movimento. Spiazza, per così dire, una nota (per restare nel tema dell’evento espositivo), la presenza di un artista futurista come Alberto Bragaglia se non foss’altro che le sue opere per scelte coloristiche e formali cantano e danzano. Un “classico” tra i moderni, ben lungi, in termini temporali, dall’affascinante Cage del 1969, omaggio a Duchamp, prestato per l’occasione dal collezionista Egidio Marzona.
Alcuni dei lavori a Villa Galvani sono stati realizzati appositamente per Pordenone. Merita citare “Near an open window” di Dave Allen, artista con l’ambizione di cambiare il canto dei volatili pordenonesi. Dal balcone della villa Galvani parte una registrazione di volatili canori, un cinguettio condizionato da Messiaen. Stando a quanto raccontano gli organizzatori pare che alcuni volatili si siano soffermati sul terrazzo incuriositi….
Tra i vari artisti merita citare Jeremy Deller che a Pordenone ha portato i suoi cd basati sulla personale idea di music pop. Deller, in contemporanea con quanto avviene nella Destra Tagliamento, sta esponendo (fino al primo agosto) i suoi lavori al celebre “Victoria & Albert museum” di Londra.
Pierre Bismuth ha dedicato alla città, in mostra all’ex-convento di San Francesco un’installazione sonora. “Le città” di Ado Scaini rimaste una vita underground, emergono per lo studio concettuale e l’idea originale (una parola che può risultare stridula all’interno del panorama contemporaneo, ma che in certe occasioni va comunque usata) all’interno dell’esposizione internazionale.
Sara
Carnelos
Il
Messaggero Veneto 25 giugno 2004