Quella strana “paura” delle donne |
rassegna stampa |
PSICANALISI Sala Pasolini al completo per la prima lezione di un singolare corso
Sala
Pasolini quasi al completo per la prima lezione del corso ”Le donne e
la psicanalisi”, tenuto dalla dottoressa Antonella Silvestrini e organizzato
dall’Associazione psicanalitica di Pordenone la cifra. Sono stati
trattati tre casi paradigmatici relativi al grave fenomeno isterico e qualche
cenno storico introduttivo.
Platone dichiara l’inferiorità della donna ma la rispetta per il ruolo riproduttivo e per la inalienabile posizione sociale. Aristotele invece la considera una mostruosità naturale, con dei limiti di conoscenza nei suoi confronti proprio per le sue caratteristiche sessuali e per le sue capacità di rottura rispetto a schemi prestabiliti e organizzati.
La donna è “fuori” dai codici della logica che stabilisce il principio di identità e di non contraddizione, nel senso che la sua collocazione sovverte tali principi mediante “un debordamento” che la rende “diversa” rispetto a leggi e ordinamenti. E nel Medioevo è subito “posseduta da Dio o dal diavolo”, è quindi una santa o una strega, e l’inquisizione spagnola dal 1400 in poi creerà il mito della donna come espressione di un commercio carnale con le forze sataniche, per la cui liberazione è necessario il fuoco purificatore.
In
tempi recenti la sessualità della donna “non è spiegabile”
in termini maschilisti, perché non “gode dell’uomo”,
va oltre le conteggiabili performance maschili, tanto che Lacan ha definito
la sua reattività orgasmica “un più godimento”, un
entrare quindi in una dimensione assolutamente misteriosa o diversa, tanto da
suscitare tutta una serie di reazioni per così dire “difensive”
da parte delle istituzioni consolidate politico-sociali.
Ecco quindi che la donna non viene mai considerata per sé, ma è
sempre di qualche altro: del padre, del marito, della società in genere
che ha codificato dei ruoli ben definiti come quello di madre e di figlia, di
moglie e di amante.
Attraverso i secoli è venuta maturando una strana “paura” per la donna, a tal punto che i vari fondamentalismi religiosi continuano a prescindere dalla questione donna, come se volessero annullarla. Questa specie di paura è anche dovuta a certe manifestazioni, quasi del tutto femminili, che si possono far rientrare nel complesso capitolo dell’isteria. In antico si pensava che l’utero (da cui la parola isteria) fosse la sede di tali fenomeni, e solo alle soglie dell’era moderna si cominciò ad analizzarli con sufficiente serietà. Freud fu il primo a pensare a cause psichiche e quindi a inventare una metodica terapeutica del tutto nuova: quella della psicanalisi, cioè dell’”ascolto” e dell’elaborazione di dati che con tale metodo poteva raccogliere.
Gianni
di Fusco, “Messaggero Veneto”, sabato 1 maggio 1999