Tragedie negli Usa e storie ebraiche |
rassegna stampa |
"Una
tragedia che ha segnato profondamente l'America. Un effetto devastante che ha
avuto anche l'effetto di risvegliare il Paese da un lungo sogno. La gente a
un certo punto ha smesso di fare gossip sui giornali e di parlare continuamente
e solo di soldi e si è fermata, sgomenta, alla ricerca delle umane ragioni
che hanno portato degli uomini a commettere un atto così atroce".
Così la giornalista Silvia Kramar, corrispondente da New York del Tg4
e del Tg5 e ospite ieri sera a palazzo Mantica dell'associazione psicanalitica
la cifra,ha raccontato la sua New York all'indomani dei fatti dell'11
settembre. Ma la Kramar, presentata dalla psicanalista Antonella Silvestrini,
al pubblico che gremiva la sala ha parlato sopratutto del suo ultimo libro
La musica della vita, edito da Spirali: "Un romanzo semiautobiografico la cui autrice e protagonista è una donna ebrea alla ricerca di un'identità perduta ha detto la giornalista Caterina Diemoz, che ha commentato alcuni, passi dell'opera. Il libro è l'itinerario esistenziale di una donna del nostro tempo che cerca disperatamente di unire i fili strappati di tante vite per ritrovare finalmente quei valori perdutì, e se stessa".
Il romanzo narra infatti le vicende di una famiglia ebrea convertita al cristianesimo per sottrarsi alle persecuzioni e fuggita da Fiume subito dopo la guerra, ma in realtà abbraccia l'arco di tutto un secolo offrendoci non solo uno straordinario affresco del '900, ma anche una stimolante chiave di lettura per esplorare l'universo misterioso e affascinante di un popolo perseguitato da oltre duemila anni.
Numerosi
gli interventi tra il pubblico: l'autrice ha avuto modo così di esprimere
il proprio vissuto di giovane donna ebrea di fronte agli attuali, inquietanti
scenari della politica internazionale:
"Temo anch'io come tutti, un'ulteriore escalation della violenza in Israele,
tanto più che Arafat è figura sempre più sfocata e scarsamente
rappresentativa sulla la scena politica. Non credo però ha proseguito
Silvia Kramar a rigurgiti di antisemitismo arabo che possano riportarci 50 anni
dietro: credo semmai che proprio i musulmani potrebbero essere tra qualche decennio,
i nuovi perseguitati poiché già oggi si tende ad accomunarli tutti
sotto l'ombrello dell'integralismo islamico, e questo non è giusto e
non è vero". Tornando alla questione ebraica, Kramar ha concluso:
"Cosa sono mai gli ebrei, se non l'antiquariato del mondo? È un
popolo che ha contribuito a tessere gli innumerevoli fili della nostra umanità,
uno scrigno di sapienza e di storia".
Caterina Diemoz "Messaggero Veneto", 31 gennaio 2002