IL “MOTORE” INTELLETTUALE FA NAVIGARE L’IMPRESA |
rassegna stampa |
Il
principio ispiratore della comunità europea è l’incontro
tra l’eterno viandante germanico che si muove verso occidente, verso il
mare, e la romanità che è simbolo di stabilità per eccellenza.
Questa una delle suggestive immagini con cui il filosofo Vittorio Mathieu si
è presentato ieri sera al pubblico pordenonese che affollava il salone
di Palazzo Badin, in piazzetta Cavour. Un seguito per certi versi inaspettato
considerata la specificità della conferenza organizzata dall’associazione
Cifrematica di Pordenone, in collaborazione con la Banca Popolare FriulAdria,
con il sostegno di alcune aziende locali e con il patrocinio di Comune e Provincia.
La lezione di Mathieu sul tema “La navigazione intellettuale e il valore dell’impresa” si inserisce in un percorso più articolato, denominato “il capitalismo intellettuale nella famiglia, nella banca e nell’impresa”, giunto al secondo appuntamento, dopo quello con l’altro filosofo, Carlo Sini, avvenuto nelle scorse settimane. Un progetto avente come obiettivo una presa di coscienza reciproca: per l’imprenditore dell’importanza del capitale intellettuale come qualcosa da raggiungere, per l’intellettuale della necessità di non trascurare le regole della finanza.
Rifacendosi ad alcuni passaggi del suo ultimo libro dal titolo “Le radici classiche d’Europa”, Mathieu si è soffermato anche su temi quali il rischio, l’intrapresa e la tecnica, ovvero nozioni facilmente rintracciabili nel mondo dell’economia. “In questo senso, riprendendo un concetto di Vico, possiamo affermare che pure l’attività economica è poetica – ha puntualizzato il filosofo – in quanto inventa cose da mettere alla prova, con il rischio, e l’invenzione produce sempre un nuovo progresso nella strada che conduce alla solidità”. E in questa navigazione si trova l’imprenditore che, nel rischio assoluto, tiene conto dell’arte e della cultura da cui procede la sua impresa.
Flavio
Mariuzzo, “Il Gazzettino”, 16 febbraio 2003