“Impresa impostata sul rischio” |
rassegna stampa |
Il
tema delicato dell’immigrazione islamica: la diversa cultura rende difficile
l’integrazione.
Affollata conferenza in città del filosofo Vittorio Mathieu
La
sala affrescata del vecchio Palazzo Badin, proprietà di FriulAdria, era
piena di pubblico l’altra sera, per la conferenza del professor Vittorio
Mathieu, filosofo e scrittore, ospite dell’Associazione cifrematica pordenonese.
Tema trattato, “La navigazione intellettuale e il valore dell’impresa”.
Per l’occasione è stato presentato il libro di Mathieu “Le
radici classiche dell’Europa”. Era presente il presidente di FriulAdria
Angelo Sette. Introduzione della dottoressa Silvestrini e del dottor Scaini,
dirigente di banca. Navigazione intellettuale, avventura, impresa: termini che
indicano le tematiche di fondo. Mathieu ha esordito spiegando la parola “avventura”
dal latino “ad-ventura”, le cose che ci vengono incontro, ovviamente
quando siamo in viaggio, anche in un viaggio di fantasia. E, ricordando i fondamenti
della civiltà europea, ha messo in risalto lo spirito animatore delle
popolazioni germaniche in continuo movimento nelle oscure selve nordiche verso
la luce mediterranea. E in questo continuo spostarsi ebbero l’opportunità
di incontrare “la stabilità romana”, di cui col tempo assunsero
caratteristiche e, soprattutto, regolamentazioni. Ma, prima ancora, bisogna
ricordare il primo vero navigatore sospinto dal desiderio di conoscenza e non
solo dominato dalla nostalgia di casa. In più, è raffigurato come
“uomo-tecnico” (dal greco tecne, cioè arte, cioè artigianato),
nel senso di creatore di “macchine” (il cavallo di Troia) attraverso
l’invenzione e la sperimentazione, del resto come poi Archimede con gli
specchi ustori. E dal passato ci viene il concetto di “impresa”
come “rischio”, che prevede l’immaginazione e quindi la sperimentazione
anche attraverso errori. E all’interno dell’impresa è naturale
“la solitudine”, che non deve però essere una forma di isolamento.
La solitudine di chi è votato al rischio e alla scelta decisionale. Perciò,
impresa come viaggio “ad-ventura”, rischio, cultura, cui non deve
mancare “la giusta attesa” dei momenti migliori. Paura, sì,
ma che non sia freno né tantomeno sfiducia.
In rapporto al problema Europa abbiamo chiesto a Mathieu che cosa ne pensa. “E’ uno Stato federale in crisi. Bisognerebbe guardare – ha risposto – alla Svizzera, che, dopo secoli di lotte, vive un equilibrio stabile e produttivo”. L’Europa e la guerra contro l’Iraq? “L’Europa ha un ruolo passivo, purtroppo”. Di cosa ha bisogna l’Europa? “Non solo di diffondere l’inglese, ma di conoscere le varie lingue nazionali, le varie tradizioni. Soprattutto, ha bisogno di sburocratizzarsi, demandando competenze e responsabilità. Come ha bisogno di superare particolarismi e interessi nazionalistici”. L’Europa è minacciata dalle popolazioni di religione islamica? “Parzialmente sì. Come ha detto il cardinal Biffi, è giusto accoglierli, ma è anche giusto “assimilarli”. Nel loro mondo, nella loro cultura, manca la laicità”.
Gianni Di Fusco, “Messaggero Veneto”, 18 febbraio 2003