LUCIEN SFEZ CON ALLIANCE E LA CIFRA |
rassegna stampa |
Siamo
tutti pre-malati e dunque pre-morti. Sembra un paradosso, ma è l'esplicitazione
di quel mito della salute perfetta e della prevenzione ossessiva che fanno capo
all'"utopia genetica" teorizzata da Lucien Sfez. Un'utopia che tocca
da vicino questioni di grande attualità, e sulle quali Sfez — docente
di Scienze politiche alla Sorbona — è intervenuto nella conferenza
di Alliance Francaise e dell'associazione psicanalitica la cifra. Sfez
analizza il costituirsi del mito della salute perfetta, una sorta di nuovo fondamentalismo
che sarebbe alla base di molte speranze e psicosi del nostro tempo. Il nemico
è in noi, nei nostri corpi virtualmente malati. La condizione dellíuomo
diventa così un eterno stato di pre-malattia — e dunque di pre-morte
alla quale la ricerca deve porre rimedio, costruendo ininterrottamente argini
contro il male che verrà.
L'imperfezione dell'uomo diventa un vizio non più accettabile e la scienza lavora al recupero di un rinnovato Adamo, nella presunta purezza che gli era propria prima della cacciata dall'Eden. A suffragare la tesi tre progetti di ricerca: il Progetto Genoma, il Progetto Biosfera II e Artificial Life, tutti miranti alla creazione di una genealogia perfetta, di un clima protetto e di un essere artificiale. I 5 marcatori dell'utopia, così come storicamente individuati, ci sono tutti: l'isolamento, l'onnipotenza del narratore, la ricerca igienica, la tecnica e il ritorno alle origini. La scienza ordina: siate immortali e sopravvivete a ogni prezzo. Di nuovo c'è che la moderna utopia, ideata da scienziati e non più da filosofi, non è solo prodotto libresco, ma progetto in cerca di realizzazione, sostenuto da una schiera di ricercatori e industrie biotech.
Intanto episodi come l'allarme "mucca pazza" si trasformano in colossali psicosi, perchè l'ambizione all'immortalità comporta l'incapacità di accettare la componente aleatoria dell'esistenza nel "rischio zero". Sfez vede infine nel moltiplicarsi dei comitati bioetici un ruolo di supplenza a una carenza dello Stato. Perciò propone comitati elettivi, che rappresentino la volontà popolare in materia di bioetica, e non una presunta verità superiore.
Lara
Zani, "Il Gazzettino", 21 novembre 2001