Il "Rinascimento" della parola |
rassegna stampa |
PSICANALISI/
Affollata conferenza di Armando Verdiglione al Ridotto del teatro Verdi di Pordenone.
Un'attenta analisi dei mutamenti linguistici dagli anni Sessanta fino alla sfida
della qualità dei nostri giorni
"La sessualità è la politica del tempo. Importante è la direzione da seguire"
La scienza della parola in una globalità che non attraversa i canoni della globalità è la missione intellettuale di Armando Verdiglione. Lo ha ribadito l'altra sera nella conferenza da lui tenuta al Ridotto del Verdi e organizzata dall'Associazione di Pordenone la cifra. Una conferenza solitaria (nessuno degli organizzatori locali gli era seduto accanto, se non altro per dovere di ospitalità) che ha disatteso il titolo del tema che doveva essere "La sessualità, l'impresa, la finanza nella città di Pordenone".
Invece il noto
psicanalista ha parlato "intorno" alla parola e a quel suo grande
progetto costituito dalla Fondazione di Cultura Internazionale che ha sede a
Villa San Carlo Borromeo di Senago in provincia di Milano.
Un progetto che attraverso congressi internazionali, dibattiti, mostre d'arte,
fiere, concerti, nonché l'attività ormai avviata della casa editrice
Spirali, porta avanti con difficoltà in Italia, contrariamente a molti
paesi europei e non, quello che lui ha definito il secondo rinascimento, cioè
lo studio della logica e dell'industria della parola.
Nella sua conversazione
ha definito quella che viviamo, un'epoca di cannibalismo bianco, epoca delle
necropoli, dove ogni cosa viene vissuta in funzione alla distruzione piuttosto
che alla salute e al benessere spirituale, definendo addirittura l'altruismo
come la forma suprema dell'oppressione.
Ha ripercorso le tappe fondamentali della sua ricerca e della curiosità
verso l'analisi della parola che lo ha portato a guardare sotto la lente il
mutamento della stessa dagli anni Sessanta in poi. La novità assoluta,
o la rivoluzione, come lui stesso ha precisato, del secondo rinascimento, sta
nel fatto di spingere la parola verso la qualità. Perché questo
avvenga bisogna formulare diverse equazioni che accomunano storia, tempo, qualità
stessa, abitudini, termini e spaziare fra Leonardo, sostenitore delle virtù
intellettuali e Machiavelli.
Nessuno schema preconfezionato, dunque, da parte di Verdiglione, che ha espresso concetti molto interessanti ma non sempre facili da legare gli uni con gli altri. Ha poi definito la sessualità come la politica del tempo, la politica dell'ascolto che esige anche un dispositivo in atto.
Importante è, comunque, secondo l'oratore, intuire per se stessi la "direzione" da seguire. Dopodiché è possibile formulare un progetto di vita, cosa che la società di oggi quasi ci vieta.
Ludovica Cantarutti, "Il Gazzettino", domenica 11 maggio 1997
L'INTERVISTA
"Gli intellettuali devono farsi imprendotori"
Sono gli psicofarmaci i protagonisti della nostra vita dagli anni Ottanta, psicofarmaci che riducono vitalità, pensieri e quant'altro serve per spingerci a vivere. È una sorta di morte bianca che ha sostituito il ruolo della parola.
Così in sintesi Armando Verdiglione, il noto psicanalista che da oltre vent'anni movimenta le vicende della psicanalisi in Italia, ci spiega la condizione dell'uomo di oggi, ma fa anche un lungo excursus a uso del cronista sulla psicanalisi in Italia a partire dagli anni Sessanta. Ricorda la Fondazione del suo movimento internazionale nel febbraio 1973 con l'introduzione di dispositivi intellettuali nuovi e molto contrastati.
Oggi, insiste, chi denuncia un qualsiasi tipo di disagio viene subito trattato come un malato e fornito di psicofarmaci, dimenticando la funzione della parola come psicanalisi. Viviamo in una epoca "inintellettuale" precisa rispondendo alle nostre domande.
Indirizzare
la psicanalisi verso la cultura o l'impresa è, secondo lei, un passo
avanti verso quale meta?
"Si tratta di indirizzare la psicanalisi più che verso la cultura
istituita, verso arte e cultura che si formulano per un itinerario specifico,
individuale e non accademico o prefissato".
La psicanalisi
può "salvarci" da ciò che vediamo oggi intorno a noi?
"Sì, diciamo che più che la psicanalisi è la parola
originaria che non ci può essere confiscata e ha una precisa funzione
dentro di noi".
Che cos'è
la parola per lei?
"È l'arca, è il nucleo dove ognuno di noi esiste. Tutto ciò
che vive sta nell'Arca. Se vogliamo stare fuori dall'Arca c'è il diluvio.
E il diluvio non viene evitato con lo psicofarmaco".
Si è
fatto un'idea di Pordenone?
"Non ancora, ma conosco alcuni imprenditori, specie del mobile, che hanno
cercato presso la nostra Fondazione di mostrare la loro cultura attraverso il
loro prodotto".
Psicanalisi
e affari, quali connessioni?
"Noi in Italia non abbiamo l'abitudine di portare la cultura e l'arte verso
il profitto finanziario. Gli intellettuali, eludendo il rischio d'impresa, si
mettono a servire, come hanno fatto negli anni Cinquanta. Questo è il
frutto di un dispositivo molto conformista più che intellettuale e non
mira alla qualità ma alla corsa dietro i vincitori".
Ludovica Cantarutti,
"Il Gazzettino", domenica 11 maggio 1997