La Rete è un dono di Dio. Anzi no. |
rassegna stampa |
INCONTRO
CON PADRE BUSA
Internet e Dio, stimolante, se si pensa che la congiunzione
potrebbe trasformarsi in un "è" tanto blasfemo quanto verosimile.
"Con Internet qualcosa è mutato: vengono spazzati spazio e tempo",
spiega Bruno Cescon, che partecipa al convegno organizzato dall'Associazione
psicanalitica la cifra, rappresentata da Antonella Silvestrini, e non
sono quelli robusti indizi di divinità? Anzi, Danilo Balbinot della Data Consulting, trova che bisognerebbe
accentuare la formazione di persone che sappiano sviluppare quel tipo di conoscenze,
visto che "i problemi non sono i capitali, ma i progetti". Troppo
occupati a far i schei, insomma fin troppo attenti al conto economico
per curarsi della cultura e della formazione. I nodi vengono al pettine quando
la vecchia economia ha trovato non già un'antagonista, ma un efficace
stampella ndispensabile negli strumenti della nuova economia.
E Angelo Scotti, presidente della Banca FriulAdria, ha sottolineato
il ruolo che può avere Internet nella diffusione della cultura. Ha proposto
la creazione di un "museo online" che ha raccolto nel tempo la banca.
Ma Internet e Dio nel confronto di Palazzo Montereale Mantica è una traccia
labile perché tutto poi finisce nel dibattito lungo, e un po' manicheo,
sul Bene o sul Male di cui la rete sarebbe portatrice. Il dilemma, naturalmente,
non viene sciolto, anche se, in linea di massima, banca e impresa hanno un approccio
meno problematico, mostrano meno rumore nell'apprezzare la rivoluzione telematica.
Qualche appunto etico non poteva certo mancare dalla Chiesa per ciò che
sembra essere il ricettacolo delle brutture del mondo, "dalla pedofilia,
al commercio di organi umani". Ma anche don Cescon segnala la duplicità
insita nel mezzo. "Internet rende il mondo più trasparente
apprezza però porta a una grande relativizzazione, scalfisce i
contorni della nostra identità". È il globale che ci piomba
in casa e, per reazione, ci porta ad "aggrapparci ad un pezzetto di lingua
friulana, a un territorio". A un atteggiamento difensivo che, nelle sue
degenerazioni, nega le diversità con quel che ne consegue. Ma l'ottimismo
non può mancare: il sogno è che porti "l'affermazione universale
dei valori dell'uomo".
E, a 88 anni suonati, dall'alto dello studio di 22 lingue, nove alfabeti, milioni
di parole latine bitizzate, il linguista col computer padre Roberto Busa S.
J. ha saputo riportare tutto al buon senso. Si badi: il suo elogio delle onde
hertziane quelle che danno vita a Internet poteva approdare a
una celebrazione acritica. "La Provvidenza, piano piano, alla sua maniera,
con il progresso della scienza ha detto ci ha portato a usare
come supporto della nostra espressione le onde hertziane, qualcosa che il Signore
ha creato all'inizio del mondo: se avessimo energia sufficiente potremmo parlare
con l'universo alla velocità della luce". Tutto bene, quindi? Macché:
"La sbornia di Internet ha fatto perdere la testa a tutti. È uno
strumento magnifico, tra l'altro per perdere una quantità di soldi".
Quella della Rete, inoltre, è una fisiologia ancora bambina, che avrà
certamente effetti collaterali: dipenderà dalle diversità delle
intelligenze e dalle passioni umane. Come sempre? Sì, accadeva anche
prima di Bill Gates.
Alberto Terasso, "Il Gazzettino", venerdì 9 febbraio 2001