A PALAZZO DOLFIN |
rassegna stampa |
MARIA ANTONIETTA VIERO PRESENTA LA SUA OPERA PRIMA
Prosa
e poesia sotto le stelle nell'elegante cornice di un giardino gioiello, incastonato
come una pietra nel cuore antico di Pordenone. Questi i ben dosati ingredienti
dell'incontro promosso dall'associazione psicanalitica "La Cifra"
nel giardino di Palazzo Dolfin sede del Cepu. Protagonista della serata, Maria
Antonietta Viero, che ha presentato la sua opera prima, "La ballata del
Moro Canossa", edita da Spirali, introdotta dalla presidente dell'associazione
Antonella Silvestrini e dal critico d'arte Enzo Santese.
Già campionessa d'Italia di pallacanestro e mannequin tra le passerelle di Milano e Parigi, oggi la Viero vive e lavora Padova, dove opera nel mondo della moda con un proprio show room e, a riprova del fatto che la sua varia esperienza umana non si è mai disgiunta da un percorso intellettuale, si è laureata in filosofia nella locale Università. Il suo lungo racconto è un intenso distillato di esperienza vissuta, privo, tuttavia, di ogni intento narrativo memorialistico. Eppure, la povertà della terra veneta che le ha dato i natali e lo stridente contrasto di quelle privazioni con i successi di oggi avrebbero giustificato una delle tante "scritture al femminile", all'insegna di un amarcord talvolta querulo e rivendicativo, che affollano gli scaffali delle librerie. Invece, l'autrice ci solleva nel vortice di una scrittura che è incessante invenzione linquistica. Immagini, colori, sapori di una terra povera e remota come il Vicentino negli anni cinquanta, agli antipodi dell'Italia sovrabbondante e chiassosa del boom, rivivono nella memoria in un eterno presente, attraverso arcane figure come quelle dei nonni della scrittrice, il Moro e la Femena, personaggi intorno ai quali prende vita tutto un mondo che si riveste dei colori e delle suggestioni del mito. Così la povertà, né idealizzata né commiserata, è solo uno dei fili di un tessuto emozionante perché ricchissimo di esperienze e di sensazioni, al di là dello spazio e del tempo.
Al termine della presentazione dell'opera, la regista Gianna Danielis del Laboratorio teatrale 10002, sezione ricerca di Ortoteatro, ha messo in scena una performance suggestiva ispirata al libro, protagonisti Vilma Baggio, Raoul Favaretto e Rosario Parente, con la colonna sonora originale di Aldo Fabbro e le scenografie e il disegno luci di Pino De Stefano.
Caterina Diemoz,
"Messaggero Veneto", 26 giugno 2000