ALLEGRIA NELL’INCONSCIO

 

L’associazione la cifra di Pordenone organizza oggi, nella sala conferenze del Convento di San Francesco, in piazza della Motta, alle 20.45, un corso di cifrematica tenuto da Antonella Silvestrini e articolato in quattro incontri, dal titolo “L’allegria nella vita secondo l’inconscio”. In questo primo appuntamento si parlerà di discorso isterico che non c’è più.

 

Per l’appuntamento di mercoledì, 13 aprile, sempre alle 20.45, il titolo dell’incontro sarà “Non c’è più discorso ossessivo”. Seguiranno, mercoledì 20 aprile “Non c’è più discorso paranoico” e, mercoledì 27 aprile “Non c’è più discorso schizofrenico”.

 

Questa volta, l’appuntamento annuale con la città di Pordenone, esplora l’allegria e la clinica.

 

Qual è il nesso tra i quattro discorsi e l’allegria?

“L’allegria – spiega Antonella Silvestrini – sfocia nella salute quando, dissolta ogni rappresentazione di morte e fine delle cose, di ciascun discorso non resta più la patologia e il sintomo, ma l’acquisizione perenne. L’allegria e la salute sono, secondo l’inconscio, il particolare irriducibile a ogni normalizzazione. Non sono frutto dell’inconscio collettivo, non sono il risultato di una conformazione a una predestinazione naturale, né il segno della soggettività universale che punta al benessere. L’allegria si avvale dell’audacia dell’oralità, senza la spettacolarità e senza l’euforia propria di chi ha tutto il bene dinanzi.

L’allegria non è visibile: non è lo stato di grazia contrapposto allo stato di tristezza o di depressione. Nessuno ha da divenire allegro, una volta riscattata la sua condizione umana con la denuncia del male e dell’impuro. L’allegria è pulsionale: è frutto del viaggio inedito della vita”.

 

L’incontro è aperto a tutti e la partecipazione è gratuita.

 

“Il Gazzettino”, 5 aprile 2005